mercoledì 21 maggio 2014

Assocalzaturifici: accordo con imprese accessoristi

Assocalzaturifici allarga lo sguardo a tutta la filiera dell'accessorio moda e sta studiando nuove modalità di accordo con le imprese produttrici di accessori e componenti per calzature, esplorando possibili forme di aggregazione di questo comparto all'interno di Assocalzaturifici.

La novità è emersa nel contesto della Giunta Esecutiva di Assocalzaturifici riunitasi a Bologna la scorsa settimana.

L'Associazione, che accorpa e rappresenta oltre 700 imprese produttrici di calzature, ha infatti accolto all'unanimità la decisione di supportare la richiesta ricevuta da parte di oltre 140 aziende di accessori e componenti per calzature, rispondendo anche alle sollecitazioni ricevute in questo senso dalle imprese del settore, in particolare dalle territoriali di Confindustria Fermo e Macerata, supportate dagli uffici romani di Confindustria.

"La Giunta di Assocalzaturifici ha accolto con piacere la richiesta delle aziende produttrici di accessori e componenti per calzature per individuare delle sinergie con Assocalzaturifici", afferma il presidente di Assocalzaturifici, Cleto Sagripanti, "Al centro della questione c'è certamente il tema della rappresentanza dell'intera filiera, un'esigenza in sintonia con le direttive della riforma Pesenti del sistema confindustriale, che indica chiaramente l'obiettivo di accorpare più settori limitrofi. Si tratta di un primo importante passo in questa direzione e fin da subito tendiamo la mano per un ulteriore completamento del prodotto-filiera anche all'Associazione che rappresenta i produttori di borse e pelletteria, AIMPES".

"Costituire un polo associativo forte della filiera pelle e cuoio", conclude il presidente Sagripanti, "rappresenta infatti, in questo momento così delicato e difficile per le imprese, un segnale importante e una chance reale e concreta per la ripartenza del settore".

 

Aumenta l'utilizzo di dispositivi monouso in campo sanitario: il caso della Rays di Ancona, +32% dal 2011

L'azienda distribuisce prodotti monouso di qualità: da un anno la rivoluzione informatica del magazzino, che ha permesso di ottimizzare la gestione, dalla fornitura alla consegna. Produttività aumentata del 15% grazie all'ottimizzazione degli spazi e margine di errore umano ridotto da 1,5% a 0,3%

420 milioni di guanti, 140 milioni di siringhe e 12 milioni di tute protettive distribuiti in un anno. Tutti, rigorosamente, monouso e di ottima qualità. L'azienda Rays, nata nel 1993, ha sede a Osimo (Ancona) e conta 3mila clienti in tutta Italia, tra cui 200 aziende sanitarie locali, distributori e grossisti, e 19 Paesi esteri. Una rete capillare che viene rifornita quotidianamente con il materiale usa e getta, indispensabile per svolgere in sicurezza e igiene il lavoro. La Rays si avvale di 20 dipendenti altamente qualificati, ha un magazzino di 8mila metri quadrati e 1500 metri quadrati di uffici e sale multimediali. «Grazie all'esperienza accumulata in questi anni e alla qualità dei nostri prodotti, che hanno marchi esclusivi, siamo riusciti a crescere in modo costante negli ultimi anni: il fatturato è passato da 20 a 26,5 milioni di euro negli ultimi 3 anni» dice Andrea Marconi, Logistic Manager di Rays.
Il successo e l'aumento degli ordini hanno reso necessario introdurre una gestione più accurata della macchina organizzativa, in cui efficienza e precisione dovevano essere messi al primo posto, riducendo il margine di errori vicino allo zero. «Avevamo la necessità di organizzare il magazzino in modo razionale, controllando con precisione la merce in entrata e in uscita e tracciando con precisione ogni lotto, conoscendone la data di scadenza. Insomma, non era più possibile affidarsi a sistemi in cui l'errore umano avesse una componente troppo forte, tutto doveva essere gestito con precisione» spiega Marconi.
Così è entrata in scena Overlog, azienda friulana esperta in soluzioni di magazzino, che, dopo aver analizzato la situazione, ha elaborato una soluzione ad hoc per migliorarla. Il progetto è partito a luglio 2013 e in pochi giorni ha cambiato il volto del magazzino. «Abbiamo recepito le priorità dell'azienda, elaborando una soluzione ad hoc - afferma Marco Crasnich amministratore e socio di Overlog -. Il cliente aveva l'esigenza di un WMS (Warehouse Management System), ovvero un software per il controllo della movimentazione e lo stoccaggio dei materiali nel magazzino. Prima la Rays disponeva di un software gestionale con customizzazioni che si estendevano anche alla gestione al magazzino. L'unica interfaccia possibile da parte dell'utente però era con i personal computer alla scrivania e questo creava dei grossi problemi: ogni uscita merce dal magazzino veniva segnata a mano sui fogli e poi riportata al computer sul gestionale. In questo modo si verificavano spesso incoerenze e dimenticanze. Anche la merce era posizionata in base a criteri piuttosto casuali, e spesso c'erano delle incongruenze tra il materiale che risultava in magazzino e quello effettivamente disponibile, con problemi nella gestione». Insomma, non conoscendo il materiale stoccato in magazzino, non si poteva procedere in modo spedito per la presa in carico degli ordini e per la gestione delle consegne.
La "rivoluzione informatica" del magazzino di Rays targata Overlog è entrata in funzione senza mai fermare l'attività e anzi, velocizzandola e snellendola da subito. In pochi giorni ha cambiato il volto dell'azienda. Il gestionale già in uso dall'azienda è stato integrato con la Soluzione Logistica Integrata di Magazzino SLIM2k, che è sviluppata e distribuita, in Italia e nel mondo, in esclusiva da Overlog.
Tutti i fornitori si sono adeguati al nuovo sistema stampando loro stessi le etichette con codice a barre identificative della merce. Una sorta di carta d'identità che consente, semplicemente con un lettore laser, di conoscere subito lotto e scadenza. Uno strumento utile per risalire in fretta, ad esempio, a un lotto non conforme o difettato, bloccandolo.
Grazie a questo sistema, l'azienda è riuscita ad ottimizzare la gestione e le risorse: «Dal punto di visto commerciale, tutti gli agenti possono sapere in tempo reale quali merci abbiamo in magazzino, così da gestire con precisione ordini e consegne - dice Andrea Marconi di Rays -. Inoltre possiamo sapere quando un prodotto sta per finire e procedere per tempo con l'ordine, visto che abbiamo tempi di approvvigionamento piuttosto lunghi. Possiamo anche sapere con un certo anticipo la merce in scadenza, proponendo offerte commerciali in tempo utile per smaltirli».
È stata semplificata molto l'operatività del gestionale, disaccoppiando la gestione del magazzino e quella dell'amministrativo, senza più sovrapposizioni. Nel magazzino, dove lavorano due responsabili e 4 operatori, la situazione è sotto controllo: le scaffalature sono piene ed ordinate e sono state inserite logiche di ottimizzazione degli spazi. Anche la logistica della spedizione è stata automatizzata: il documento di trasporto realizzato in automatico indica numero di colli e di bancali e in questo modo c'è garanzia di accuratezza nella spedizione.

www.over-log.it

La Bcc riduce da 13 a 9 il numero dei consiglieri: continua il rinnovamento avviato dal presidente Scazzosi

Un CdA più snello per rispondere ancora meglio alle dinamiche del mondo del credito e essere sempre più in linea con i parametri della governance bancaria. L'assemblea dei soci della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, riunita domenica 11 maggio nel Teatro Sociale di Busto Arsizio (VA), ha votato all'unanimità la riduzione del numero dei componenti il Cda dagli attuali 13 a 9; una misura che sarà effettiva con il rinnovo delle cariche previsto per il prossimo anno. «Si tratta di un altro passo nel percorso di rinnovamento degli organi aziendali cominciato con la mia presidenza -sottolinea il presidente Bcc Roberto Scazzosi-. Da subito abbiamo lavorato sulla composizione quali-quantitativa degli organi aziendali, muovendoci per ridisegnare la governance in termini di competenza, adeguatezza alla situazione, professionalità e disponibilità di tempo: il risultato è un consiglio con un'età media di 52 anni e 9 mesi, di gran lunga inferiore ai 60 anni e 4 mesi della media dei Cda delle banche italiane e ai 58 anni e due mesi di quelle europee. Adesso era arrivato il momento di agire anche sotto il profilo quantitativo, perché l'organo di vigilanza in materia è stato chiaro: il numero medio dei componenti dei board delle banche italiane è troppo alto rispetto ai dati europei. Da qui la scelta di scendere dagli attuali tredici a nove: non è tanto un discorso di risparmio, ma un segno che ci sembra importante dare e che sono soddisfatto i soci abbiano accolto». L'assemblea ha poi approvato il bilancio 2013, chiuso con un utile lordo di 1 milione 532mila euro (643mila euro detratte le imposte), una redditività al +5%, la raccolta diretta dalla clientela al +10,6%, l'indiretta al +6,2%, il risparmio gestito al + 37,6% rispetto al 2012 e la redditività al +5%. In calo dell'1,8% gli impieghi, contro il -4,4% del sistema creditizio. Il patrimonio netto della Bcc supera i 107 milioni 381mila euro. «Nel 2013 abbiamo scontato ancora pesantemente le difficoltà dell'economia locale -dichiara il direttore generale della Bcc Luca Barni-, ma a fronte di sofferenze superiori a quelle del 2012 siamo riusciti a chiudere l'anno in attivo: è la prova che la banca produce redditività e che la strategia di puntare sui servizi dà buoni risultati, che permettono alla Bcc di stare sul mercato senza snaturare la sua mission di banca cooperativa». L'assemblea ha deliberato la destinazione dell'utile netto: 453mila alla riserva legale, 170mila euro a fini di beneficenza e mutualità, 19mila euro a fondi mutualistici per promuovere la cooperazione. All'ordine del giorno dell'assemblea anche il rinnovo del collegio sindacale per il triennio 2014/2017: alla presidenza è stato confermato Gianfranco Sommaruga, sindaci effettivi Gian Mario Marnati e Giorgio Francesco Rossi.

Il riconoscimento dell'amministrazione di Busto Garolfo
L'assemblea, nella discussione del documento di bilancio, ha visto l'intervento del sindaco di Busto Garolfo, Angelo Pirazzini, che ha consegnato al presidente della bcc Scazzosi un riconoscimento per la collaborazione prestata nei progetti destinati ai cittadini più bisognosi, fra cui sono da ricordare "Lavori in corso", per il sostegno al lavoro e alle famiglie, e la recente iniziativa per il microcredito. Fra gli altri interventi da segnalare quello del presidente di Confartigianato Varese Davide Galli, del presidente di Confcooperative Varese Massimo Galli e del sindaco di Olgiate Olona Giorgio Volpi.

venerdì 9 maggio 2014

Conto in attivo e fiducia dei risparmiatori in crescita: la Bcc chiude il 2013 con il segno più

Il presidente Roberto Scazzosi: «I dati positivi sulla raccolta e sul risparmio gestito esprimono
la crescente fiducia del territorio verso la nostra banca»

Conto economico in attivo, fiducia dei risparmiatori in crescita e redditività in aumento: la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate archivia l'esercizio 2013 con il segno più e presenta la proposta di bilancio alla discussione e al voto dell'assemblea dei soci, in programma la mattina di domenica 11 maggio al Teatro Sociale di Busto Arsizio (Varese).
L'utile lordo al 31/12/2013 è stato di 1 milione 532mila euro (643mila euro detratte le imposte), l'incremento della redditività del 5%, + 11% la raccolta diretta e + 37,6% il risparmio gestito rispetto al 2011.
«I numeri della raccolta sono i migliori indicatori della fiducia del territorio nella nostra banca -commenta il presidente della Bcc Roberto Scazzosi-. Sottolineo con una particolare soddisfazione la crescita della raccolta indiretta, trascinata dalla componente del risparmio gestito: segno che i clienti non soltanto ci affidano i loro soldi, ma che sempre più ci chiedono consigli su come investirli».
Il risultato è frutto di una scelta strategica operata dalla Bcc: puntare sui servizi ad alto valore aggiunto, quelli di consulenza appunto, in cui la banca non gioca il ruolo di semplice salvadanaio, ma diventa il consigliere nella gestione del risparmio. Ed è una funzione, questa, che si configura sempre più come autentico driver per la crescita della redditività.
«Come per l'esercizio precedente la redditività della banca non si traduce in modo evidente in utile d'esercizio -nota il direttore generale della Bcc Luca Barni-, e la spiegazione sta nel momento difficile vissuto dall'economia locale nel 2013. Noi dobbiamo mettere la redditività prodotta al servizio del costo del credito e lo possiamo fare perché, anche se piccola, siamo una banca ben patrimonializzata, che supera ampiamente i requisiti posti da Basilea 3».
La voce 130 del bilancio, quella sulle rettifiche di valore che esprimono le difficoltà attraversate dall'economia reale, è cresciuta nel 2013 superando gli 11 milioni e mezzo di euro; nel 2012 era stata di poco inferiore ai 9 milioni 700mila euro.
Il permanere delle difficoltà del sistema economico è alla base del calo degli impieghi (- 1,8%), dovuto a una minor domanda di credito e al ridotto livello di merito creditizio dei richiedenti, anche se inferiore a quello del sistema bancario italiano (- 3,9%) il saldo dei crediti negli anni della crisi resta positivo: tra il 2009 e il 2013, infatti, gli impieghi hanno fatto registrare un + 5%.
Buoni risultati ha prodotto l'azione di contenimento dei costi operativi, diminuiti di 400mila euro, che ha permesso di recuperare risorse a dispetto dell'aumento dei costi fissi e senza alcuna ripercussione sui servizi resi dalla banca.

mercoledì 30 aprile 2014

COGEST RETAIL incaricata della commercializzazione di antegnate shopping centre

La Proprietà di Antegnate Shopping Centre ha affidato a Cogest Retail l'incarico di commercializzare il centro, aperto cinque anni fa in provincia di Bergamo. Il contratto di consulenza vedrà Cogest Retail operare in coagency con il Gruppo che attualmente gestisce e commercializza la galleria.

Su una GLA complessiva di 39.000 mq, il centro commerciale ospita un ipermercato Auchan e 84 negozi, tra i quali le principali insegne del Gruppo Inditex (Zara, Pull & Bear, Bershka), H&M, Supermedia, Sportland, OVS e una ricca food court. Spiega Roberto Marchetti, Direttore Commerciale e Sviluppo di Cogest Retail: "Obiettivo del nostro intervento è integrare, ottimizzandolo, il mix merceologico del centro commerciale e contrattualizzare una selezione di operatori qualificati che possano aumentare la capacità di attrazione del mall su un bacino ancora destinato a crescere."

"Dal punto di vista dei tenant la struttura presenta diversi punti di forza: una locomotiva fortemente attrattiva (l'unico Auchan nei 30 minuti di percorrenza), una base clienti fidelizzata, un brand mix orientato alla moda e allo shopping giovane," aggiunge Marchetti. 

 

La scheda del centro - Antegnate Shopping Centre

Indirizzo

Via del Commercio 3- Antegnate BG

Apertura

22 aprile 2009

GLA

39.000 mq

Livelli

1 commerciale + 1 commerciale/servizi + 1 parcheggio interrato

Ancora

Auchan

Numero di esercizi

84, tra i quali Zara, Pull & Bear, Bershka, H&M, Supermedia, Sportland, OVS

Posti auto

1.600

 

 

 

www.cogestretail.com

martedì 22 aprile 2014

Manifatturiero, com'è cambiato il settore negli ultimi 25 anni

«L'informatica non è più una scelta: è l'unico modo per competere»
Tecnest, azienda che fornisce soluzioni informatiche e organizzative dal 1987, racconta come è cambiata la piccola e media impresa italiana

Schermi touch screen, sofisticate tecnologie digitali, centri di controllo intelligenti e software che consentono di pianificare e monitorare la produzione da qualsiasi parte del mondo. Entrare oggi in una fabbrica è un'esperienza molto più futuristica rispetto a qualche anno fa: la meccanica ha lasciato il posto all'elettronica, integrata con l'informatica, modificando lo scenario. Un cambiamento che non è solo esteriore, ma ben più profondo: «Le piccole e medie aziende, che costituiscono l'asse portante dell'economia italiana, sono sempre più proiettate verso l'estero, si affidano molto di più all'outsourcing e hanno la necessità di ottimizzare al massimo tempi e costi, senza potersi più permettere sbavature». Parola di Tecnest, azienda che conta 50 dipendenti distribuiti tra le sedi di Udine e Milano, fondata nel 1987 e specializzata nella fornitura di soluzioni informatiche ed organizzative per la pianificazione, il controllo e la gestione dei processi di produzione e della supply chain.
In questi 27 anni, Tecnest ha visto il mondo produttivo cambiare radicalmente e trasformarsi: «Una volta esistevano le fabbriche "monolitiche", in cui si faceva quasi tutto internamente - afferma Fabio Pettarin, uno dei soci fondatori e presidente di Tecnest -. Oggi la situazione è diventata più complessa, le piccole e medie aziende sono inserite in una catena più articolata: ogni nuovo ordine che arriva deve essere gestito tenendo conto dei fornitori che intervengono sempre di più a monte, a valle e nel corso del processo produttivo, occupandosi non solo dell'approvvigionamento delle materie prime, ma anche di specifiche lavorazioni o dello stoccaggio in magazzino e della logistica».
L'obiettivo è sempre servire il cliente finale al meglio e al minor costo possibile per il sistema, ma il modo per riuscirci, in questi ultimi anni, è radicalmente cambiato: «Oggi l'informatica nel settore manifatturiero non è più una scelta, ma un obbligo - prosegue Pettarin -. È uno strumento di business essenziale che non è più possibile trascurare, pena l'esclusione dal gioco. La competitività è sempre più agguerrita, e non riguarda solo la varietà dell'offerta, ma anche la tempistica, la puntualità e la frequenza di consegna. Inoltre la supply chain si è estesa anche all'estero, sia in termini di approvvigionamento e distribuzione, sia di sedi produttive delocalizzate. Tutto questo, unito alla crescente incertezza che coinvolge sia la domanda di mercato sia la fornitura, rende più difficile pianificare le attività e richiede investimenti sul piano dell'informatizzazione».
Per competere sul mercato è necessario un approccio sistemico nella gestione del flusso di informazioni, materiali e processi, tenendo conto della complessità data dall'intervento di numerosi fornitori e terzisti e dalla presenza di stabilimenti multipli in Italia e all'estero. Attraverso la sincronizzazione di tutti i nodi che costituiscono la supply chain si ottengono risultati positivi concreti: «Con una gestione unica di tutte le fasi è possibile prevedere in anticipo i processi, con risultati tangibili: l'affidabilità nelle date di consegna aumenta fino al 40%, l'efficienza di produzione cresce del 20%, mentre la percentuale di scarti e prodotti non conformi scende significativamente.I tempi decisionali a livello manageriale diminuiscono fino al 60% - dichiara il presidente di Tecnest -. Il nostro lavoro consiste non solo nel fornire un software "preconfezionato", ma anche consulenza e progetto. Accompagniamo per mano il cliente nella trasformazione, proponiamo soluzioni che si possono affiancare e integrare a quelle già esistenti e a cui magari l'azienda non è risposta a rinunciare. Il tutto senza stop alla produzione».

www.tecnest.it

Varese, apre lo sportello per orientarsi nella finanza. Sinergia tra Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e Confcooperative

Al via il progetto per aiutare le coop: consulenza e ascolto per individuare nuove soluzioni. Rinnovato anche l'accordo per l'anticipo della Cassa integrazione straordinaria per i lavoratori e i soci lavoratori delle cooperative varesine

Lo scopo mutualistico diventa azioni concrete. La Banca di credito cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate e Confcooperative Varese hanno trasformato il principio fondante caratteristico di ogni cooperativa in strumenti di sostegno e di aiuto alle società cooperative. Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate aprirà dal mese di aprile a Varese, nella sede di Confcooperative (in viale Aguggiari 10 a Varese), uno sportello di consulenza finanziaria riservato alle cooperative aderenti a Confcooperative Varese per orientare i cooperatori nella complesso mondo della finanza e ha riconfermato per il 2014 l'anticipo della cassa integrazione guadagni straordinaria per i lavoratori e i soci lavoratori delle cooperative. «Un doppio intervento nel solco di quel principio che è alla base di ogni cooperativa: il mutualismo», sottolinea il presidente della Bcc, Roberto Scazzosi. «Rafforziamo la partnership con Confcooperative Varese non solamente perché la Bcc è una banca cooperativa che aderisce a Confcooperative, ma anche per riaffermare la necessità di creare sinergie sul territorio. Proseguiamo oggi in un'azione di collaborazione e di ascolto che abbiamo avviato tre anni fa». Le due iniziative rientrano in un processo di sostegno alle imprese cooperative varesine. Osserva il presidente di Confcooperative Varese Massimo Galli: «Le cooperative nascono per rispondere ad esigenze precise: alcune persone si mettono insieme per acquistare prodotti, costruire abitazioni, rispondere a bisogni sociali. Lo scopo mutualistico da cui partono è necessario, ma oggi non più sufficiente: sono imprese a tutti gli effetti e devono sapere come muoversi nell'ambito della finanza». L'attivazione di uno sportello di consulenza dedicato alle coop varesine è il risultato dell'esigenza di rafforzare le strutture delle imprese cooperative aderenti all'associazione. L'ufficio non sarà solamente un punto di orientamento, ma anche uno sportello di ascolto. «Parliamo di un punto di incontro tra banca e cooperative; un progetto articolato che, seguendo la filosofia che da sempre ha contraddistinto l'operato della Bcc, vuole essere una bussola per orientare le imprese», sottolinea il direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate Luca Barni che siede anche nel consiglio direttivo di Confcooperative Varese. «Oggi le cooperative incarnano il paradigma di Stephen Covey "vinco/vinci" dove il successo proprio non è a discapito di quello di altri, ma è frutto di interazione collaborazione e mutualismo». E i dati parlano chiaro: negli ultimi quattro anni caratterizzati da una profonda crisi, Confcooperative Varese ha mantenuto stabili i propri valori con 230 imprese associate capaci di dare lavoro a 3.800 persone, con 24.000 soci e un volume di affari di oltre 108 milioni di euro. Prosegue Barni: «Con lo sportello andremo non solamente a offrire un servizio di consulenza e di orientamento, ma anche a raccogliere le indicazioni, i bisogni e le istanze che ci arriveranno dalle cooperative per individuare delle possibili risposte, costruendo così dal basso nuovi servizi». Lo sportello sarà aperto una volta alla settimana e su appuntamento, con la presenza di un referente della Bcc.
Sottolinea il direttore di Confcooperative Varese, Nicola Abalsamo: «In passato si parlava di "giganti dai piedi di argilla" riferendosi a cooperative molto grandi ma estremamente fragili sotto il profilo finanziario. Come Confcooperative provinciale abbiamo lavorato molto per stimolare le nostre imprese ad una maggiore capitalizzazione. È necessario fare un salto di qualità, andando a curare maggiormente gli aspetti finanziari. Con questo nuovo servizio prosegue l'impegno di Confcooperative Varese per essere sempre più vicina ai bisogni delle imprese aderenti, offrendo loro i servizi e i supporti necessari a sostenerne lo sviluppo. È un ulteriore tassello che si aggiunge ai nuovi servizi amministrativi, gestionali, giuslavoristici e fiscali messi in campo grazie all'avvio della nuova società di servizi alle cooperative "Eureka-SERvizi alla COOPerazione" operativa dallo scorso 1 gennaio, a seguito della fusione con la struttura di servizi promossa da Confcooperative Como». La crisi economica ha colpito anche il settore delle cooperative. Le coop hanno svolto un ruolo anticiclico ma non sono state immuni alle difficoltà. Il loro numero è in crescita proprio in virtù dell'aspetto mutualistico che spinge persone a mettersi insieme per rispondere ai bisogni. La Bcc ha voluto confermare anche per il 2014 il proprio intervento per il sostegno ai dipendenti in cassa integrazione prevedendo l'erogazione anticipata del sussidio di CIGS. L'anno scorso era stato siglato il primo protocollo per rispondere alla delicata situazione della cooperativa Primavera di Gallarate. Tra le persone che si erano attivate maggiormente c'era Cristina Lonardoni. «Già componente del nostro consiglio provinciale, è però venuta a mancare da pochi mesi. La vogliamo ricordare istituendo una borsa di studio universitaria a suo nome dedicata a cooperatori e figli di cooperatori», annuncia Abalsamo. «Abbiamo avviato una raccolta fondi. È possibile fare una donazione per la costituenda borsa di studio usando le coordinate IT81A0840410801000000002867 sul conto aperto presso la sede varesina della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate intestato a "Confcooperative Varese - Borsa di Studio Cristina Lonardoni"». Tecnicamente, l'intesa sottoscritta per l'anticipo della Cigs prevede la costituzione da parte della Bcc di un fondo di solidarietà rotativo, valido per tutto il 2014, da 1 milione di euro. Ai lavoratori verrà anticipata, il 10 di ogni mese, la quota dovuta da parte dell'Inps, in proporzione alle ore di cassa integrazione effettuate nel mese precedente, fino ad un massimo mensile di 700 euro. Ogni dipendente potrà godere dell'agevolazione per un anno e, comunque, fino all'avvio del pagamento diretto da parte dell'Inps. L'erogazione dell'anticipo sulla cassa integrazione avviene su un conto corrente dedicato, aperto da ogni lavoratore interessato, su base individuale e volontaria, presso una filiale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Unica richiesta per accedere al beneficio: la sottoscrizione di quanto necessario per l'accredito da parte dell'Inps del trattamento della Cigs su questo conto. Il conto corrente sarà a spese zero ed a interessi zero per tutto il periodo in cui il dipendente sarà in cassa integrazione e potrà essere chiuso, senza costo, in qualunque momento successivo all'accredito da parte dell'Inps dell'importo pari al corrispettivo anticipato dalla Bcc al lavoratore; anche l'imposta di bollo sarà a carico della Bcc. L'intesa è operativa per i soci lavoratori e i dipendenti delle cooperative che operano nel territorio di competenza della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, aderenti a Confcooperative Varese che non abbiano avviato procedure fallimentari o concorsuali, e che richiederanno l'ammissione all'istituto della Cigs, anche in deroga, con richiesta di pagamento diretto, nonché ai contratti di solidarietà.